MURO è una trattoria di quartiere con uno spirito contemporaneo e inclusivo. Nasce dal desiderio di creare uno spazio accessibile e accogliente, dove la cucina diventa strumento di condivisione, scambio e identità.
Il menu, in via di definizione, promette una narrazione gastronomica che attinge alla tradizione italiana senza reverenza museale, ma con l’immediatezza del comfort food. Prezzi accessibili (antipasti tra i 5 e 10 euro, primi non più di 14 euro e secondi tra i 12 e i 18 euro) dimostrano un manifesto chiaro: la qualità non è un privilegio, ma un diritto.
Punti cardine dell’offerta: ingredienti rigorosamente stagionali, filiera cortissima con produttori dell’interland torinese, una carta dei vini semplice ma frizzante curata da Federico Verri e piatti che arrivano dritti a tutti, senza fronzoli o sovrastrutture. Non vuole essere una cucina pretenziosa o ambire al mondo fine dining: la cucina di MURO vuole essere semplicemente buona.
“Ogni muro è una porta”, racconta l’oste in sala Matteo Borgnino (ex Luogo Divino e Mara dei Boschi), “tutto comincia quando un muro smette di essere percepito come una barriera”. Una filosofia che sintetizza l’approccio di un gruppo di giovani professionisti provenienti dal design, dalla ristorazione e dall’arte, determinati a restituire dignità e attrattività a un territorio troppo a lungo marginalizzato.


