Trattoria Urbana nasce dall’idea di Francesca e Matteo di creare uno spazio essenziale, da riempire di persone, incontri e contaminazioni: un luogo in cui non solo mangiare, ma anche pensare al cibo e al suo valore culturale.
Il progetto prende forma dall’esperienza maturata con il Salone del Gusto e dagli studi di Francesca in antropologia ed etnologia, con una tesi dedicata alla Nuova Caledonia e al cibo come espressione culturale. Alla base c’è una convinzione vicina alla filosofia Slow Food: ciò che mangiamo è parte della nostra identità e, in una città come Torino, diventa anche racconto di una società multiculturale e in continua trasformazione.
Nascono così alcuni dei piatti simbolo di Contesto, costruiti sull’incontro tra tradizioni differenti: dai ravioli mafè “sabaudo-senegalesi” alla gallina tikka masala “bangla-piemontese”, fino ai nippo-plin. Una cucina di contaminazione che riflette anche la composizione della brigata, oggi multiculturale e formata da esperienze e provenienze diverse.
Immaginato già nel 2010 tra le pagine di una libreria universitaria nei dintorni di Palazzo Nuovo, Contesto diventa realtà nel gennaio 2012 in via Accademia Albertina, inizialmente con Francesca in cucina e Matteo in sala. Negli anni la squadra cresce e si trasforma, mantenendo però intatta l’identità originaria del progetto.
Anche il nome racconta questa filosofia: è un omaggio all’antropologo Marc Augé e alla sua riflessione sui “luoghi” e i “non-luoghi”. Contesto vuole essere prima di tutto un luogo identitario, fatto di relazioni, scambi e persone, dove il cibo diventa uno strumento per raccontare culture, territori e società.


